Due chiacchiere con Marilù Oliva 01/11/2009
Posted by Cristiana in Press.Tags: interviste, rassegna stampa
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Oltreviste – Le interviste di Marilù Oliva.
Buona lettura.
Le mie letture: Il contrario di tutto 30/10/2009
Posted by Cristiana in Le mie letture.Tags: Gianluca Wayne Palazzo, Il contrario di tutto, libri, recensione, romanzo, scrittori, scrittori esordienti, Voras
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Posso fare una piccola polemica? Sono stufa di entrare in libreria e di vedere sempre gli stessi libri mandati in stampa dalle stesse case editrici. Sono stufa ma non parlo per per invidia o frustrazione, parlo perchè conosco il meccanismo con cui si lancia un autore. Si prende uno bravo, uno che sa scrivere, e poi lo si obbliga a buttar giù una vaccata che però ha grandi potenzialità commerciali. Il risultato? Il libro vende tantissimo e l’autore viene trattato dalla critica come un coglione. Un coglione che ha fatto i soldi ma pur sempre un coglione.
Perchè dico tutto questo? Perchè Gianluca Wayne Palazzo, il giovane autore de “Il contrario di tutto” non è un coglione. E’ un pazzo, ma così pazzo da avere scritto un primo romanzo dove la cattiveria, la falsità, l’amoralità del protagonista la fa da padrone. Questo professor Antonio è un vigliacco, un frustrato, un essere meschino roso dall’invidia, ma una invidia tanto forte che alla fine hai paura che sia pure contagiosa, e allora devi chiudere il libro, contare fino a 10, e poi ricominciare. Perchè questo romanzo d’esordio, forse il miglior romanzo d’esordio che ho letto negli ultimi 10 anni, è un romanzo difficile, che brucia, che graffia. E’ un romanzo che parla di un gran pezzo di merda, uno che vorremmo prendere in simpatia ma non ci riusciamo, e l’autore stesso non ce ne offre l’opportunità, rinunciando alla classica redenzione del protagonista. No, qui non c’è un lieto fine, e di conseguenza non c’è un potenziale commerciale tanto caro ai grandi editori. Perchè il lieto fine fa vendere più copie e qui non c’è. C’è solo una grande storia, un intreccio perfetto, e un protagonista che, nel bene e nel male, non dimenticherete tanto presto. C’è un autore che promette di darci tantissimo, se non si farà abbindolare da qualche imbonitore da Buchmesse, e c’è una casa editrice coraggiosa, la Voras, che sta facendo cose belle.
Se per voi è abbastanza, cliccate qui e compratevi il romanzo.
Intervista a Marilù Oliva 20/10/2009
Posted by Cristiana in Web Journalism.Tags: in libreria, intervista, Marilù Oliva, noir, novità, Perdisa, PerdisaPop, Repetita, romanzo, romanzo giallo, scrittori, thriller
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Marilù Oliva è nata e vive a Bologna, insegna lettere alle superiori, scrive narrativa e saggistica. Proprio in questi giorni per la collana Perdisa Pop è uscito il suo ultimo libro, dal titolo Repetita: un thriller scioccante, nero, impietoso. Un romanzo raffinato sull’ineluttabilità del male.
E io l’ho intervistata.
- Chi è Marilù Oliva?
Ti prometto che quando la vedo glielo chiedo!
- Qual è la molla che ti ha spinto a scrivere?
Fin da piccolissima disegnavo ogni sera, prima di addormentarmi e avevo le idee chiare: volevo diventare una fumettista. L’ansia di espressione l’ho sempre sentita, al di là del fatto che i miei dipinti venissero condivisi. Disegnavo comunque, ovunque, in classe sul diario, sui muretti della strada, e scrivevo pagine e pagine in prosa che avrebbero dovuto avere la funzione di “accompagnare” le rappresentazioni grafiche. A dodici anni ero molto più brava a disegnare le donnine (mi ispiravo a Manara) che non a scrivere. Poi ho dirottato nella scrittura questa forma artistica.
- Il tuo ultimo romanzo si chiama “Repetita” ed è uscito per PerdisaPop (qui il booktrailer). Ce ne vuoi parlare?
Volentieri. É la storia di Lorenzo Cerè, uno psicopatico omicida appassionato di storia. Ha vissuto un’infanzia terribile e ora cerca un riscatto. In mezzo a queste atmosfere cupe c’è una tinta di grande passione: l’attrazione per una psichiatra cui lui si rivolge per lenire le sue nevrosi. Il dato curioso è che va dalla dottoressa per guarire da sciocchezze come il mal di testa, ma non ci pensa nemmeno ad addentrarsi nella sua psicopatia.
- Donne e thriller, un’accoppiata insolita ma che si incontra sempre più di frequente in libreria, mentre in passato il genere noir sembrava riservato esclusivamente agli uomini. Cosa si prova ad infrangere un tabù?
Il tabù l’hanno infranto, prima di me, autrici che ho letto con interesse. Se restiamo nell’ambito italiano, ci sono molte bravissime scrittrici. Io, più che infrangere un tabù, ho sperimentato un viaggio nella follia…
- In che senso?
Nel senso che il romanzo è scritto in forma quasi diaristica da Lorenzo Cerè. Lui racconta tutto, proprio tutto. Cosa ha dovuto subire da piccolo, come ora architetta gli omicidi, come soffre, come fa soffrire, cosa lo ossessiona. Mi son calata nella follia più profonda di chi azzera i confini morali e sociali. Nel farlo non ti nascondo che son stata male, ho fatto gli incubi per un anno!
- C’è dell’erotismo nel tuo romanzo?
É una cosa strana: mi ero riproposta di non inserire scene erotiche, semplicemente perché pensavo (e lo penso tuttora) che siano pagine difficilissime da scrivere e non mi sentivo pronta. Poi però le persone che hanno letto Repetita han detto che è un romanzo molto sensuale. Nel libro, per dirti, non c’è neppure una scena di sesso pieno. Non ti so dire come sia uscita questa atmosfera. So solo che non è stata ideata ma è venuta spontaneamente.
- Come immagini il delitto perfetto?
Per fare il delitto perfetto occorre non lasciare prove, cosa quasi impossibile al giorno d’oggi, visti gli strumenti ad alta tecnologia della scientifica. Una soluzione geniale è quella di Dexter Morgan, il personaggio di Jeff Lindsay: isola con della plastica la scena del crimine, poi accartoccia il tutto e se lo porta via. Ma è troppo faticoso!
- Cos’è la trasgressione?
La trasgressione, come dimostra l’etimologia latina (trans-gredior, procedo oltre) indica il superamento di un limite. Il termine non reca in sé una connotazione necessariamente negativa, implica solo l’atto di osare spingersi al di là di qualcosa
- Se tu non fossi Marilù Oliva, quale scrittore ti piacerebbe essere e perchè?
Io amo visceralmente, perdutamente, in maniera insana Gabriel Garcia Márquez.
- Quali sono i 3 libri che hai amato di più, e quali invece ti hanno più delusa.
Ho amato appunto Cien años de soledad, El otoño del patriarca, Crónica de una muerte anunciada e quasi tutti i romanzi di Márquez. So di essere anacronistica, ma ritengo che il libro italiano più bello e intenso che sia mai stato scritto sia la Commedia di Dante. E come terzo nome propongo i romanzi storici di una grande maestra, Maria Bellonci.
Di opere che mi deludono ce ne sono, ma la vera grande delusione è quando vado in libreria e trovo in bellavista libri insulsi (editi spesso da grandi case editrici) “scritti” da personaggi dello spettacolo e dello sport (concorrenti del Grande Fratello, calciatori, etc). Non sono una fanatica della letteratura colta, ma questo smercio osceno dell’editoria mi irrita molto.
- Quando scrivi, quali sono gli oggetti che tieni sempre a portata di mano?
Nessuno. Computer e silenzio assoluto.
- Puoi svelarci quali sono i tuoi progetti futuri?
Dunque, come tu ben sai i tempi editoriali sono lunghissimi: ho scritto Repetita due anni fa e in questi due anni ho scritto altri tre romanzi (di cui due in attesa di risposta). E naturalmente continuerò a scrivere!
[Repetita di Marilù Oliva si può acquistare anche su IBS cliccando qui]
Le mie pornodebuttanti su GQ di Ottobre 06/10/2009
Posted by Cristiana in Racconti.Tags: erotismo, film hard, GQ, LGBT, porno, pornodebuttanti, racconti erotici
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Ho immaginato di mangiare la sua fica come se fosse l’ultimo pasto prima della fine del mondo. Ho sentito i suoi gemiti e ho sognato che fossero per me.
Una casa di produzione di film hard, tante aspiranti attrici appena più che diciottenni, ma a spuntarla è lei. Valentina una donna matura, che sa quello che vuole e come ottenerlo. Anche senza rispettare il copione.
Eccovi la nuova avventura di Karen, sceneggiatrice (ehm) di film porno, stavolta alle prese con un provino molto “speciale”. Trovate questo racconto, come sempre, su GQ.
Music Monday: Into the Groove by Ciccone Youth 05/10/2009
Posted by Cristiana in Music Monday.Tags: Ciccone Youth, cover, Into the groove, Madonna, Sonic Youth
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“Into the Groove(y)” by Ciccone Youth (Sonic Youth/Mike Watt)
X-Factor: era meglio quando c’era la Ventura 01/10/2009
Posted by Cristiana in Fuffa Digitale.Tags: Claudia Mori, Mara Maionchi, Morgan, X factor
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- I Luana Biz sarebbero più interessanti se si trombassero le Yavanna.
- Morgan rompe troppo il cazzo con la storia del percorso artistico.
- Carlo Pastore deve morire.
- Claudia Mori è simpatica come la ricrescita dei peli sotto le ascelle.
- Damiano somiglia a padre Cionfoli.
- Tommasini ha lavorato con Madonna. E forse anche con il pagliaccio di McDonald.
- Le sopracciglia di Marco sono davvero inquietanti. Però se paragonate agli arti paralizzati di Silver, uno alla fine ci fa pure l’abitudine.
- Il tenore di Torino è sordo.
E infine, da parte mia, un bel calcio nel culo a Facchinetti coi Tokio Hotel per essersi paragonato a Baudo mentre riceveva i Duran Duran. Erano altri tempi quelli. E poi la cresta di Simon Le Bon in Wild Boys mica lo faceva mica somigliare a Goku!
Music Monday: The Gossip – Heavy Cross 28/09/2009
Posted by Cristiana in Music Monday.Tags: Beth Ditto, Heavy Cross, The Gossip, video
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Immensa Beth Ditto! Una Dea ExtraLarge!
Le mie letture: Napoli per le strade 24/09/2009
Posted by Cristiana in Le mie letture.Tags: Azimut libri, città per le strade, Massimiliano Palmese, Napoli per le strade, no profit
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Mi sono accostata ad un libro come “Napoli per Le Strade” con molto timore, lo confesso. Il timore quasi infantile di trovarsi davanti un libro fatto di stereotipi e folklore tipici di una napoletanità superficiale. Ma grazie al cielo, così non è stato. I racconti che compongono l’antologia curata da Massimiliano Palmese e pubblicata dalla casa editrice Azimut scorrono veloci e densi di malinconia, senza dilungarsi in proclami post Gomorra che a Milano fanno il boom di vendite (voglio bene a Saviano, ma è anche colpa sua se gli editori adesso chiedono solo storie di mafia agli scrittori del sud, come se non ci fosse niente altro da dire), e nemmeno perdersi in ritratti stile “pizza e mandolino” che farebbero impallidire pure la buonanima di Mario Merola. Invece ci troviamo davanti a 21 autori per 21 racconti, 21 squarci di una città dal carattere difficile, una Napoli ombrosa, sfuggente, fatalista, perennemente in bilico tra luci ed ombre. E non me ne vogliano i maschietti, ma qua le donne la fanno da padrone, mandando in stampa, a mio giudizio, le cartoline di Napoli più convincenti, insomma quei racconti che risulterebbero ugualmente efficaci se al posto della parola “Napoli” ci fosse stata scritta “Venezia” oppure “Bergamo”. Napoli per le strade fa parte del progetto no profit “Città per le strade”, i cui proventi vengono destinati a ospedali e centri per l’ infanzia.
Dimenticavo: menzione d’onore a Marco Marsullo per il racconto “Sensazioni d’amore”, le disavventure un cantante neomelodico al ricevimento organizzato da un camorrista. Mantenere la narrazione sul filo del grottesco, del tragicomico, senza scadere nella macchietta è un’impresa difficile, ma per un ragazzo così giovane (classe 1985) è addirittura titanica. Eppure Marsullo ce la fa, e ci riesce pure bene. Lo vogliamo tenere d’occhio ’sto ragazzo?






