STRANGEWAYS HERE WE COME: un romance scritto sulle note degli Smiths

Da molto tempo desideravo scrivere una storia che parlasse d’amore ma soprattutto di musica. Finalmente il progetto Atlantis di Lite Editions me ne ha dato l’opportunità.
Il risultato è questo Strangeways here we come, un tentativo di mettere l’eros in musica attraverso il racconto di una passione adolescenziale volata via sulle note degli Smiths, una band che amo quasi fino al fanatismo.
Sarà che l’amore cantato da Morrissey non è mai “natural and real” come uno si aspetta. E allo stesso modo questo racconto non dà all’amore un significato scontato.

“Alla Piccadilly Station scende una donna. Porta con sé una valigia e i ricordi di un amore selvaggio, l’amore per un uomo che non ha mai dimenticato del tutto. Fuori la stazione c’è un taxi che l’aspetta per condurla verso una destinazione insolita: il carcere di massima sicurezza di Manchester, conosciuto anche come “Strangeways”. Qui si trova rinchiuso Terry Smith, un detenuto che non riceve visite da quattro anni. L’incontro rappresenta la tappa finale di un viaggio iniziato insieme, molti tempo prima. Ma è anche il racconto di un’educazione sentimentale dove il sesso e la musica si rincorrono a vicenda.”

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