#AskELJames – Twitter e le Cinquanta Sfumature tra critica e gogna mediatica

Come sapete tutti (almeno lo spero) io leggo e scrivo romanzi erotici da molti anni, e forte di questo ruolo ho più volte affermato che le “Cinquanta Sfumature di Grigio” scritte da E.L. James non mi erano piaciute. In seguito molti blog di settore hanno esposto le mie stesse perplessità su questa accozzaglia mal riuscita di porno e chick lit, perplessità che nel mio caso erano rivolte solo al contenuto del libro, non all’autrice, che con la sua facciotta da casalinga disperata mi sta pure simpatica.

Sarà per questo che mi è dispiaciuto leggere della sua recente disavventura su Twitter, legata forse a una maldestra strategia di marketing del suo editore. Ma Twitter è un posto sadico e crudele, e ed è strano che proprio la James ignorasse tutto ciò. Ma veniamo al punto.

Lunedì 29 giugno, Twitter annuncia un Q&A, cioè un botta e risposta in diretta con l’autrice delle Cinquanta Sfumature, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo GREY, che poi sarebbe la storia di Christian e Anastasia che già conosciamo, ma narrata da un punto di vista maschile, quello di Christian Grey. Insomma più che un romanzo una fanfiction, molto simile a quelle che girano da mesi in rete (e si scaricano pure gratis). Per questo e per altri motivi, il Q&A aperto su Twitter si trasforma rapidamente in un tiro al bersaglio contro la povera E.L. James, che viene subissata di domande  quantomeno imbarazzanti.

Anche noi italiani ci siamo messi d’impegno, e quando si tratta d’insultare non siamo secondi a nessuno. Ma c’è differenza tra fare critica e mettersi a capo di un linciaggio mediatico, una cosa che francamente non digerisco. E visti i numeri raggiunti dal singolare esperimento non posso fare a meno di chiedermi quanti di loro che lo hanno criticato abbiano davvero letto il libro.

La mia domanda a E.L. James.

Chiudo qui questo post, e lo chiudo proprio con una domanda. Ebbene sì, anche io ho una domanda per E.L. James ed è questa: 
Ma chi diavolo è il tuo agente? Bonzo il clown?

Dubito infatti che nessuno abbia avvertito la poverina dei rischi di una gogna mediatica su Twitter. 
In fin dei conti lei è l’autrice di uno fra i libri più venduti e insieme più detestati al mondo, e non è possibile che non fosse a conoscenza del fatto che non tutti la amano per il suo successo! Non ci credo.
Credo invece che questo non sia stato semplicemente un tentativo di farsi pubblicità (ancora?) finito male, ma un vero e proprio atto di svendere se stessi pur di far parlare la rete di un libro. E questo mi fa schifo, a prescindere che a capo di tutto ci sia E.L. James o Philip Roth.