Il romanzo BDSM è un romanzo antifemminista?

Alcune pratiche sessuali sembrano avallare una tacita sottomissione al maschio dominante. Libri come “Cinquanta sfumature di grigio” hanno sdoganato la sottomissione soft, e molte donne hanno così scoperto il piacere di servire l’uomo.

Da qui la domanda: la narrativa BDSM è antifemminista?

Ne parliamo nel podcast con Antonella Cataldo, autrice, insieme a Pierpaolo Ardizzone, dei romanzi erotici “Il Cerchio” e “Il Cerchio di Sodoma”.

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Guida al Kink di Tristan Taormino

Considerato negli Stati Uniti, anche da “mostri sacri” quali Dan Savage, la migliore e più diffusa guida al BDSM, ai giochi di ruolo erotici e alla sessualità “alternativa” che sia mai stata scritta, questo volume costituisce un manuale fondamentale per più generazioni, una collezione audace (e sexy) di saggi sulla libera espressione della propria sessualità che spaziano da consigli pratici a suggerimenti provocatori su come fare nuove emozionanti esperienze, il tutto per approfondire le complesse questioni di desiderio, potere, sottomissione e piacere.
Tristan Taormino raccoglie molteplici esperienze della comunità kink per la prima volta assieme in un libro senza precedenti: ogni tematica è approfondita in un capitolo dedicato, grazie ai contributi dei migliori SexExpert, dotati di grande competenza psicologica e pratica sul tema trattato.
Nella prima parte del volume si esplorano “capacità e tecniche”: idee creative e user friendly per bondage, spanking, fustigazione, gioco di ruolo e sesso violento consenziente; mentre la seconda è dedicata a “fantasie e filosofie”. Qualunque sia il vostro desiderio più nascosto, qualsiasi emozione o sensazione vi ecciti, gli autori vi aiuteranno a vivere la vostra sessualità in modo libero, soddisfacente, consensuale e sicuro.
Se volete imparare a fare un nodo a dovere o ad assestare una frustata soddisfacente, se desiderate comprendere la perversione del vostro partner e altre pratiche suggestive… questo è il libro che fa per voi!

KINK [sost. /’kɪŋk/, agg. kinky /’kɪŋkɪ/] = lett. stranezza, particolarità, bizzarria; gamma di pratiche sessuali non convenzionali usate come mezzo per rafforzare l’intimità tra i partner; un’esperienza intima, uno scambio di potere fra persone che può essere fisico, erotico, sessuale, psicologico, spirituale o, più spesso, una combinazione di questi elementi; in senso lato, le persone, le pratiche e le comunità che si muovono al di là delle idee tradizionali sul sesso per esplorare i confini dell’erotismo. Il kink comprende BDSM, sadomasochismo, sesso bizzarro, dominazione e sottomissione, giochi di ruolo, bondage, fantasie, fetish e altre espressioni alternative dell’eros.

Quello che non sai su italiani e BDSM

Quanto sono cambiate le abitudini sessuali degli italiani dal 2015 (anno di uscita del primo film) ad oggi? In previsione dell’uscita di Cinquanta Sfumature di Nero, MySecretCase lo ha chiesto a Google Analytics, Pornhub Insights e Statista.com per un’infografica che non lascia alcun dubbio: il BDSM è ovunque.

Posto che secondo una ricerca del Journal of Sexual Medicine 1 individuo su 2 ha sempre trovato eccitante il fatto di essere morso (e anche questa pratica ha il suo bel nome in -ing, chiamasi “biting”), è proprio in concomitanza con il successo della trilogia di E.L. James che le pratiche, a dirla tutta le più soft e comunemente accettate, sono diventate mainstream con addirittura 1 persona su 5 che afferma di aver provato i kinky plays (legature, travestimenti sexy, giochi di ruolo e sub-dom) almeno una volta. Nulla, fortunatamente, che possa essere ascritto al novero delle parafilie: no pissing, scarnification, ballbusting o altro, ma soltanto bondage, foot fetish, giochi di ruolo e spanking.

50 Sfumature non poteva non lanciare una linea di sex toys, accessori sexy e kit bondage omonima (li trovate online su http://www.mysecretcase.com). Tecnologia sofisticatissima, materiali di alta qualità, design elegante e, novità assoluta, un colore che gioca sui toni del blu, del grigio antracite e del verde petrolio. Imperdibili, che siate fan o no.

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Sorgente: 50 Sfumature di Nero: quello che non sai su italiani e BDSM

Bendata – Frammento di erotismo e bondage

Bendata: un racconto di erotismo e bondage

Sento la tua voce che mi ordina di tendere di più le braccia, fin sopra la mia testa. Così è più facile, dici, legarmi i polsi alla testata del letto.
Tu adori questo letto antico, con le alte sbarre in ottone, una via di mezzo tra l’alcova di una principessa e una prigione. Ma non c’è prigione, se resta ancora una via di fuga. Per questo hai detto che volevi rendere le cose più difficili.
Vuoi bendarmi, ma la sciarpa di seta che hai scelto per me, non fa onore alla tua intelligenza. È trasparente, e se provo a sollevare le palpebre posso vedere il tuo corpo in controluce. Vedo le spalle larghe e il tuo torace ampio che mi sovrasta mentre, con delicatezza, stringi di più la benda, fermandola con un nodo proprio dietro la mia testa. Vedo la tua fronte alta, il cranio rasato con cura, vedo perfino la catenina d’argento che ti ostini a portare al collo.
Ti ho già detto che quella ridicola collana ti fa assomigliare ad un marinaio turco?
No, non l’ho fatto. Non potrei mai dirti che stai sbagliando tutto, ora che ti affanni a completare il tuo piccolo capolavoro. Ma io ti vedo, e non mi sfugge quella piccola ruga sulla fronte, che si è formata quando hai stretto la corda che mi ferma le caviglie, con troppa forza ed entusiasmo.
Mi hai sentito gridare amore mio?
Ti è piaciuto?
Sì, certo. Ma per un istante hai avuto anche paura.
Hai paura di farmi male, perché nel tuo cuore questa è l’ultima cosa che desideri.
Nel cuore da lupo che tu hai, e che a me sempre si rivela, a dispetto dei travestimenti che porti, della sicurezza di cui ti fai vanto, del sarcasmo, delle parole sprezzanti che mi getti addosso nei momenti di collera. A dispetto perfino di questa benda che mi copre gli occhi, io vedo ancora il tuo cuore che sanguina come un animale ferito. Un animale in trappola.
La tua trappola.
Ti sfili la T-shirt nera con un gesto che trovo troppo plateale. Poi slacci la cintura, e con un movimento rapido la fai scivolare fuori dai passanti dei jeans. Arrotoli un’estremità attorno al polso, e nascondi la fibbia all’interno della mano. Poi ti fermi a ancora a guardare la tua opera. Esiti. Ma all’improvviso arriva il primo colpo. La striscia di cuoio si abbatte sul mio ventre, lasciandomi una ferita in diagonale, che parte da sotto il seno e arriva a lambire l’ombelico. Non ho nemmeno il tempo di gridare che subito arriva il secondo ad accompagnare, parallelo, il primo. Il terzo mi sferza una coscia. Il quarto, il più doloroso, è troppo vicino alla faccia, e fa un rumore secco, come di castagne che scoppiano sul fuoco. Il quinto è fuori dal tuo controllo. Hai lasciato andare la fibbia troppo presto, e il metallo mi lacera uno zigomo.
Mi accorgo che qualcosa di caldo mi scorre sulla faccia. È sangue, e insieme ci sono le tue lacrime. Non faccio fatica ad aprire gli occhi, ora che il nodo della benda si è allentato. Allora ti vedo in ginocchio ai piedi del letto, che piangi con la testa fra le mani.
«Mi dispiace», dici tra i singhiozzi. «Mi dispiace davvero, perdonami…»
È un dolore immenso quello che provi, più forte anche del dolore che sento adesso nei muscoli e nel cuore. Vederti così è una pena che mi spezza l’anima in due, che mi fa maledire queste corde che mi legano, e che non permettono alla mia mano di posarsi su di te.
«Vieni qui» ti dico, nemmeno fosse una preghiera. E tu subito ti affretti a pulire il sangue che m’imbratta la faccia. Poi tagli uno dopo l’altro i nodi che hai fatto con tanta cura, e mi sollevi delicatamente. Mi tieni tra le braccia e mi porti in bagno. Fai scorrere l’acqua, me la passi sul viso, e con un batuffolo d’ovatta intriso di disinfettante inizi a tamponare lì dove c’è il taglio. E tutto questo senza smettere mai, nemmeno per un attimo, di chiedere scusa per quello che hai fatto. Per quello che sei e che non volevi essere.
Continuerai così, a chiedere il mio perdono per qualche tempo.
Una settimana, forse due.
Ogni giorno le tue scuse si faranno più forti, mentre le accompagnerai ai teneri gesti, alle premure, e alle gentilezze che seguono sempre i momenti come questi. Perché nei giorni che verranno, tu mi amerai un po’ di più. Fino alla prossima volta. Fino a quando non avrai escogitato un nuovo gioco, più crudele, più doloroso. Un gioco sempre diverso, che ogni volta ti farà innamorare di me con maggiore intensità. E ti legherà a me, senza l’ausilio di corde o di minacce. Perché questo è il segreto, amore mio.
Questo è il gioco dove io vinco, e tu perdi.

[Bendata © Cristiana Danila Formetta – da FETISH SEX RELOADED]

Fetish Sex Reloaded

Fetish Sex Reloaded

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Era il 2009 quando Fetish Sex venne pubblicato dalla piccola e coraggiosa casa editrice de L’Orecchio di Van Gogh. In quegli anni termini come “feticismo” e “BDSM” erano ancora sconosciuti ai più, e nessuno certo avrebbe immaginato il successo di un best-seller come Cinquanta Sfumature di Grigio, né la definitiva legittimazione della narrativa erotica sadomaso.

Come potete immaginare il libro suscitò un certo clamore e ottenne un discreto successo, anche perché rappresentava una novità.

Ma il fetish non è un’invenzione degli ultimi anni. Le sue origini sono molto più antiche, risalgono addirittura al proibizionismo, quando l’America meno puritana decise di rincorrere un divertimento anche più pericoloso del consumo di alcolici. In questo clima di repressione sociale e sessuale, il fetish attecchì e si diffuse in fretta, proprio come un’erba cattiva, soprattutto negli ambienti di quella borghesia meno moralista e più aperta alle nuove idee, che annoverava tra i suoi ranghi uomini di elevata cultura ed istruzione, tutti frequentatori abituali di “casini”.

Gli anni ’20 furono anche gli anni in cui, per la prima volta, alle donne fu riconosciuto il diritto di voto, evento che permise al movimento femminista di lasciarsi alle spalle quegli ideali di pietà, purezza, sottomissione e domesticità che aveva relegato la donna al governo della casa come rifugio dalle tentazioni di tutti i giorni. Perciò non deve stupirci che fra i primi sostenitori della cultura fetish, si ritrovino anche molte donne. Anzi, il fetish, come moda e come stile di vita, era visto come un segnale di quella emancipazione femminile tanto agognata.

Oggi il fetish, lo spanking, il bondage, sono stati ampiamente sdoganati dalla recente produzione letteraria. Perfino il mondo della moda ha dimostrato un certo interesse per il fenomeno, creando capi di abbigliamento che mescolano pelle, plastica e borchie in maniera audace rispetto al passato.

Così anche io ho scelto di essere più audace e più spregiudicata in questa edizione nuova e aggiornata di Fetish Sex dove ritroverete alcuni dei testi pubblicati in precedenza da OVG e il racconto “La bambola” scritto in origine per il web e qui pubblicato per la prima volta in versione integrale.

Sette storie che parlano non solo di feticismo, ma soprattutto di dominazione, psicologica e fisica. Leggetele e assaporate la loro piacevole brutalità.

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